when i grow up
11.12.2007 di AnniKa
Io, da grande, farò l’astronauta.
Avrò un’astronave tutta mia, quando sarò grande, una bella astronave tutta rossa che arriverà in alto, ma più in alto di ogni altra astronave che sia mai stata costruita fino a quel momento, e avrò anche una tuta, come quelle che si vedono in televisione, quelle che sembrano fatte di carta stagnola. E un casco, un bel casco tondo con la bandierina italiana di lato e il mio nome scritto sopra. Quando dovrò partire, di là dal casco non si vedrà mica che ho gli occhi lucidi, che un po’ mi dispiace di dovermene andare, e tutti mi saluteranno con la mano e penseranno che sto sorridendo, invece, e magari davvero starò sorridendo, solo che avrò una lacrima piccola piccola in equilibrio sulle ciglia.
Credo che il mio cuore batterà un pochino più forte, quando sentirò il conto alla rovescia, e forse tratterrò anche il respiro, al meno tre. Mi sembreranno tutti tanto piccoli, e poi non li vedrò più, e secondo me mi sentirò anche un pochino sola a un certo punto, ma dopo infilerò una mano nella tasca della tuta e tirerò fuori il biscotto al cioccolato che mi sono portata per il viaggio, quello dei momenti difficili, e gli darò un morso. Il resto lo terrò da parte, perché il viaggio sarà lungo.
La mia missione sarà scoprire un pianeta nuovo, un pianeta abitato solo da camaleonti che a forza di stare l’uno vicino all’altro non sanno più di che colore diventare, e saranno confusi, poverini!, perché non sapranno più chi sta facendo il verso a chi. E ci saranno anche tanti fiori, e nel cielo - anche di giorno - si vedranno sempre un sacco di stelle, ma così tante che per dare un nome a tutte quante dovresti stenderti lì su un prato, tra un camaleonte e l’altro, e passare tutte le tue giornate a contarle e a inventare dei nomi, e forse non dovresti neanche dormire, la notte, ma poi magari ti stanchi troppo, e invece gli astronauti mica si stancano. Sarà strano, questo pianeta, ma io dopo un pochino mi sentirò bene, e forse non mi dispiacerebbe che fosse la mia casa, ma poi bisogna vedere se anche i camaleonti son d’accordo, ché i fiori non credo abbiano grossi problemi.
Nel mio nuovo pianeta farò anche delle leggi, se decido che mi piace starci, perché altrimenti, se non ci sono delle regole, non ci posso mica portare altre persone. Dovremmo deciderle tutti insieme, queste leggi, ma fino a che ci sarò solo io non è che posso telefonare a casa e dire mamma, sto bene, facciamo delle regole, perché il mio pianeta sarà così tanto lontano che il mio telefono non prenderà mica, lassù.
Quindi farò qualche regola facile, che valga per me, poi dopo magari le cambiamo, se arrivano i miei amici e decidono che anche loro stanno bene, sul mio pianeta, e magari portano anche altri biscotti al cioccolato, perché il mio biscotto l’avrò già mangiato tutto, quel giorno.
Nel mio pianeta non sarò mai triste, anche quando avrò finito i biscotti. Non mi arrabbierò mica quando mi succedono cose che non sono mica tanto d’accordo, e saprò risolvere tutti i problemi, magari con l’aiuto di un paio di camaleonti confusi, e magari risintonizzo anche il colore di quelle povere bestiole, che mi fanno ridere sì, ma pensa loro che vita stressante, Anzi, non succederà mai che le cose per cui ho lavorato tanto non funzionano, o fanno quello che pare a loro. Vietato, assolutissimamente. Nel mio pianeta quando faccio una cosa e la faccio bene mi diranno brava!, e non sì però potevi farla meglio, e quando manderò un messaggio ai miei amici per dire loro che torno a casa, se decido di tornare, e che faremo una bella festa con i palloncini colorati e tanti, tantissimi biscotti al cioccolato, almeno la metà di loro mi risponderà per dirmi, almeno, ciao, che bello sentirti dopo tanto tempo.
Dirò sempre la cosa giusta, sul mio pianeta, e non avrò nessun problema, se il mio super bellissimo telefono funziona, a chiamare a casa e dire ai miei genitori anche solo vi voglio bene. Saranno orgogliosi di me, loro, perché sarò un’astronauta molto famosa, e forse mi daranno anche un premio e anche il nome di una via, ma per ora mi accontento dei biscotti al cioccolato, poi ne riparliamo.
Magari ci tornerò anche, sulla terra, un giorno.
Se finisco i biscotti e nessuno me li può portare su, per esempio.








Fossi Babbo Natale la vorrei davvero, una piccola aiutante così
Hai visto questo?
Io i biscotti su non te li posso portare perché soffro il mal di spazio. Però se torni sulla terra te ne faccio trovare un bel po’.
]
[ Con le verze e la polenta, magari.
Ma secondo te.. se metti un camaleonte davanti allo specchio si ha una specie di effetto Larsen?
Sei veramente brava a scrivere, comlimenti!
Sono sicuro che il tuo paineta diventerebbe il miglior pianeta dell’universo…
<>, hai mai pensato che la tua bravura nella scrittura potrebbe fruttarti qualcosa?
OOps, volevo dire:
Sei veramente brava a scrivere, comlimenti!
Sono sicuro che il tuo pianeta diventerebbe il miglior pianeta dell’universo…
“Un ingegnere mangia, uno scrittore forse no” | “Scrittrice per vocazione”, hai mai pensato ivece che la tua bravura nella scrittura potrebbe fruttarti qualcosa?
Davide, farà a gara a vedere se farà più soldi col lavoro di ingegnere o con quello di autrice di best-seller u_u
…TI spiace se prendo in prestito una tua foto? la metto sul mio blog…
l’importante è che fai attenzione agli ubriaconi, ai lampionai, ai re, alle rose sotto le cupole di cristallo, alle volpi e a tutti qui camaleonti che cercano di venderti la pasta di grano tenero come pasta italiana
quei* (era sottointeso ma…
Oggi rispondo a tutti, promesso!
Nel frattempo, KONAN, come ti ho già detto ieri nessun problema per la foto, però almeno un nome, o un link…
StM: fossi Babbo Natale, saresti vecchio, obeso e con le gote rosse per il freddo o per l’acquavite.
Babbo Natale: no, non l’avevo visto: è bellissimo! Grazie grazie grazie
Filosoffessa: sapessi che buon sapore hanno i biscotti al cioccolato, sulla terra… ma un giretto nello spazio io te lo consiglio lo stesso.
Lorenzo: non so, non ho ancora deciso se ci sono gli specchi o meno, sul pianeta che scoprirò quando sarò grande. Ma poi ti dico, eh.
Davide: grazie. Sì, ci ho pensato: ho pensato che mi piacerebbe molto se la mia (presunta) bravura nella scrittura, come la chiami tu, potesse fruttarmi qualcosa di spendibile. Poi, però, ho pensato anche che non sono sufficientemente brava, o coraggiosa, e che quindi il foglio di carta con scritto “facoltà di ingegneria” può tornarmi utile, in futuro. Se non altro per coprire le macchie di umidità sui muri.
StM: un amico, anni fa, mi disse che ho un futuro come compilatrice di datasheet. Spero di averne anche altri, di futuri possibili.
KONAN: vedi commento precedente
Luther Blisset: tengo gli occhi (da cinese) bene aperti, il radar acceso e le antenne dritte.
Che datasheet poetici però che scriveresti ^_^
Colgo un velato riferimento….
Temo che io sarò sempre nell’altra metà, perchè tanto sarò ancora impelagato con gli esami, quando tu sarai sul tuo pianeta!
Bellissimo post, Annika!
Come sempre, d’altra parte.