verbo avere, prima persona singolare.
1.12.2007 di AnniKa
Ho una moka, adesso. E del caffè italiano, anche.
Ieri, mentre aspettavo che l’aereo di Ephram atterrasse, ho avuto la malsana idea di prendere un caffelatte da Starbucks (e no, è inutile che insisti, donna malefica: si chiama caffelatte - anche sui vostri menù - e se ti aspetti che io ordini un coffilatti ecco allora aspetti un pezzo), e nell’ustionarmi la lingua ho capito qual è la vera natura del logo: altro che doppia coda di sirena, quei cosi che spuntano dalle braccia della tizia sono due guanti da forno.
Propongo di sostituire le scritte e scrittine varie (”attenzione!, il contenuto di questo bicchiere è molto caldo” e via dicendo) con il “nuoce gravemente alla salute” riquadrato in nero delle sigarette.
Ho pure un ipod, finalmente. È grigio metallizzato ed è più bello di tutti i vostri ipod messi assieme, perché dietro c’è serigrafata la frase “Con SuperEnalotto la fortuna vien dal mare!”, che non si sa bene cosa voglia dire, ma fa tanto guarda-che-culo-ho-vinto-un-ipod.
E invece no, l’ho comprato su eBay. Te pensa.
Per la cronaca, l’ipod brandizzato SuperEnalotto si chiama Vlad l’impalatore, e io gli voglio già bene.
Ah, ho anche la Moleskine 2008, gentile omaggio del giovane.
Qua è già Natale, da almeno quindici giorni.
Tra quindici giorni, invece, torno in Italia: ho già preso accordi col Babbo, mi dà un passaggio lui con la slitta quando vien giù.








è giunto! è giunto!
ohhh adesso sì che si ragiona!
ephram ti voglio un po’ bene anche io.
poi tanto anche se è brandizzato SuperEnalotto, a Copenhagen mica sanno cos’è…
uhm, forse dovevo rileggere la frase prima di inviare il commento!!!
Non toccarmi Starbucks! Potrei vivere esclusivamente di Frappuccino!