non alla terra, né al fuoco
9.11.2007 di AnniKa
Pioveva, stamattina. Ho messo la giacca, i guanti, e appena fuori di casa ho aperto l’ombrello.
Ho aperto l’ombrello. L’intera sigurdsgade, la via in cui abito, si è voltata di colpo verso di me, credo che qualcuno sia anche arrivato di corsa dalle vie vicine per guardarmi; in sostanza, mezza Copenhagen mi ha piantato gli occhi addosso.
Ho alzato lo sguardo, piano, verso l’arma del delitto, e credo di aver assunto le dimensioni (e probabilmente anche il colore) di un puffo.
Ombrello. Om-brel-lo. Sai quella cosa che serve per non bagnarsi quando piove, che è stata inventata apposta affinchè chi ne dispone possa non infradiciarsi fino al midollo osseo, in caso di precipitazioni di varia natura? Ecco, quello. Ombrello, si chiama. Ombrello.
Ora sta piovendo, gente, pi-o-ven-do, presente questa cosa bagnata che viene giù dal cielo? Pioggia, si chiama, e quando piove l’ombrello è cosa buona e giusta, e non è che lo dico io perché in questo momento mi girano particolarmente. È così e basta, lo sanno tutti.
Invece no: i danesi l’ombrello non lo usano. Non ce l’hanno, ho il sospetto che non sappiano nemmeno cosa sia. Ora capisco perché nella hus piccina picciò non c’è un portaombrelli (mancanza di spazio a parte, che sarebbe la risposta più ovvia). Non sono esseri umani, the danes: sono animali acquatici. Vanno in giro con una berrettina di lana, se va bene, oppure a capo scoperto, come se niente fosse, e li vedi andare al lavoro con le loro biciclette contenti come delle pasque, coi capelli che, inspiegabilmente, non vengono minimamente scomposti dall’acqua o dall’umidità. Ora, io non so cosa usino per pettinarsi, questi, ma comincio ad avere il sospetto che abbiano una specie di scudo protettivo trasparente attorno a loro, una corazza magica che li preserva dalle intemperie.
Comunque: ho visto tre persone con l’ombrello, oltre a me, stamattina (e non è che piovigginasse, diluviava proprio), e ci potete mettere la zampetta sul fuoco che erano stranieri.
Come dire, lo straniero si riconosce nel momento del diluvio. E io comincio a simpatizzare per i due leocorni.








Uhm, neppure io uso l’ombrello, che ti dissi ieri?
che bello il tuo blog!!!
ma senti un po’, ricordo che quando ero piccolo avevo letto 5 o 6 tomi di una bambina forse danese, forse una certa Bibi, e quella storia del dannebrog caduto dal cielo mi sembra di averla già sentita… uhm, un po’ troppi forse, ma il tuo blog mi ha messo voglia di cercare in soffitta!!!
R.
Volevo aggiungere che comunque gli ombrelli sarebbero da bandire, ché gli anziani con l’ombrello son pericolosi.
Fran: guai a te!
Gli ombrelli sono fon-da-men-ta-li, soprattutto qui.
uglypostcards: che bello il tuo blog, vorrai dire.

Tu comunque ravana per bene in soffitta, e poi sappimi dire. Ci conto!
Vai, Annika, annuncia al popolo danese la buona novella della venuta in terra del figlio del Grande Impermeabile, l’ombrello, aperto in sacrificio per noi!
Annika l’evangelista!!
@Hobbit: non riesci proprio a trattenere la tua blasfemia latente, eh?
Vabbè, non riuscendo a cambiarti, mi adeguo (facendo di peggio, se possibile!).
Infatti…
@Profeta dell’Ombrello (AnniKa): prova ad avvicinare l’ombrello alla loro cultura, magari chessò, facendolo cadere dal cielo…mi sembra apprezzino… (non da troppo in alto, e quando non passa nessuno sotto, eh)
Hobbit83: rotfl rotfl rotfl (meglio ribadire il concetto).
Deinè: un ombrello rosso con una bella croce bianca sopra, magari!
Secondo me se becco qualcuno in testa questo qualcuno lo capisce meglio, il concetto. 
in danimarca sono stato per troppo poco tempo per poter dire - ma di un po’ di nordici ho esperienza e mi hai fatto ridere

Grazie
Oggi posso confermarti che in inghilterra non si sono ancora decisi se prendere l’ombrello quando piove o no.
Sono due giorni che piove e la metà delle persone va in giro senza l’ombrello mentre l’altra metà è attrezzata
In bocca al lupo