Sono atterrata al tramonto. Erano le quattro del pomeriggio.
Sono uscita dalla metro mezz’ora dopo, ed era buio pesto.
Ho seguito come un cagnolino fedele èunangelo, la mia guida attraverso le meraviglie della Scandinavia, dall’aeroporto a casa mia, da casa mia al pub, dal pub di nuovo a casa mia.
Al pub a Copenhagen, con due tedeschi, a parlare in inglese di prison break (che peraltro non ho mai visto) e di 24 (che peraltro non ho mai visto), a litigare col tipo al bancone perché no, io nel mio panino l’ingrediente pesto, qualunque cosa sia (il nostro pesto si dice hakket mad, in danese), non ce lo voglio, e no, grazie, neanche la senape ci voglio, solo prosciutto e mozzarella.
Arriva un panino prosciutto, mozzarella, insalata, pomodoro e zucchine. Poteva andare peggio.
Vivo in una casina piccina picciò, in compenso la mia camera fa concorrenza a quella di Mary Poppins: c’è il divano, lo specchio, il balcone. Ci sono tré piante, che moriranno se non verranno presto spostate altrove, e c’è un tavolo con due sedie, che mi pare il minimo visto che in cucina, anch’essa piccina picciò, di tavoli non se ne vede l’ombra. C’è una stufetta elettrica, per fortuna, ché prima ho fatto l’errore di aprire la finestra e sono entrati i pinguini di fight club in scivolata (l’animale guida, l’animale guida!), e io mi son dovuta mettere la giacca a vento, dopo.
Il bagno è grande quanto un box doccia e, cosa che odio ma mi ci dovrò abituare, è esso stesso il box doccia, in case one wants to have a shower, che di solito non è una cosa così rara, almeno per me.
Ah, dimenticavo, In questo momento sta tremando tutto, perché di sotto ascoltano musica techno a tutto volume, ma tant’è.
Il punto è: non so dove sono, sulla mappa della città, non capisco una fava di quel che dicono gli autoctoni (che si dicono? che mi dicono? Sia benedetto l’inglese, davvero!), e non so nemmeno pronunciare properly il nome della mia nuova coinquilina.
Insomma, sono arrivata. L’avreste mai detto, voi?!






“Ed è proprio così che lo chiameremo” (cit.).
Al terzo giorno darai indicazioni stradali agli autoctoni u_u (lo dicono le scritture, non io)
A questo punto bisogna che scateni assolutamente le tue qualità di segugio: devi assolutamente scoprire cosa sia il loro pesto!!!
incoraggiamento:
“Quando si arriva in una città nuova non ci sono che strade a perdita d’occhio e file di palazzi privi di senso. Tutto è misterioso, vergine. Un giorno avrei abitato in questa città, percorso le sue strade fin dove lo sguardo si perdeva. Avrei esplorato questi palazzi, vissuto delle storie con questa gente. Vivendola, la città, questa strada l’avrei imboccata dieci, cento, mille volte. DIECI. CENTO. MILLE VOLTE. Urquinaona. Basta un attimo e tutto questo ci appartiene, perchè ci abbiamo vissuto. Sarebbe successo anche a me, solo che non lo sapevo ancora. Urquinaona. Questo nome dal suono vagamente sioux si andava ad aggiungere alla lunga lista di parole in origine stravaganti che accumuliamo in qualche angolo del cervello. Urquinaona. Ormai troneggia accanto a catapulta, upupa, decupito, cumulonembo, ulambato, Uma Thurman. È diventato normale e familiare. Un giorno quando sarò tornato a casa, anche la peggior sfiga si tramuterà in un’avventura straordinaria, in virtù del fatto, del meccanismo idiota per cui i giorni più tetri di un viaggio e i momenti più sordidi sono quelli che tendiamo a raccontare con maggior entusiasmo.”
(da “l’apparamento spagnolo”)
+
io aspetto i racconti sulle renne, i merluzzi e i salmoni. (sempre di cibo si parla, noi)
Benatterata, benarrivata e benservita!!!
Concordo con StM: arriverai a dare le indicazioni agli autoctoni.
Ho visto il filmato del tuo nuovo alloggio. Mi chiedevo: “Il protagonista” è compreso per tutto il periodo o era solo di passaggio? E poi non vedo il divano… dovresti integrare con qualche foto….
PS: ma il ballo, l’hai già fatto o lo devi ancora fare??
ben arrivata tra le fila degli emigranti che si domandano chesidiconochemidicono. sono domande sempre di un certo spessore.
In bocca al lupo per la permanenza!
tutti quanti: grazie mille, e crepino i vari lupi!
Sono capitata per caso nel tuo blog… mi piace questo post, mi ricorda il mio arrivo a Delft, in Olanda, dove vissuto per sei mesi. E’ bellissimo vivere all’estero…io non vedo l’ora di ripartire!
In bocca al lupo!!!
Eleonora