Dovessi dare un titolo a quest’ultimo periodo della mia vita, credo che sceglierei la parola auspicabile. A ben pensarci le occorrenze di questo vocabolo nei miei primi ventitre anni e mezzo di vita si contano sulle dita di una mano (probabilmente priva di pollice, indice, medio e anulare, e forse anche del mignolo). Le cose erano possibili, impossibili, certe o probabili, prima. Da un anno a questa parte, invece, tutto quanto è auspicabile.
è auspicabile che lei vinca la borsa
è auspicabile che finisca gli esami prima di partire
è auspicabile che il programma venga terminato
è auspicabile che i risultati siano corretti
è auspicabile che le offrano un dottorato
è auspicabile che si laurei entro marzo
Volendo dirla proprio tutta, è auspicabile anche che io non debba passare mattinate intere a improvvisarmi ingegnere informatico, cercando di far funzionare un server Ubuntu fermamente deciso a scioperare.
Auspicabile. Auspicabile. Auspicabile.
Sta insidiando la leadership di agrimensore nella classifica delle parole più frequentemente pronunciate.
[menodieci, che in realtà è un menododici ma non lo dite a nessuno]






Anche se (forse) non interessa a nessuno, visto che qui si organizzano degustazioni di parole, al momento il mio podio di parole più frequentemente pronunciate è:
1) cialtrone/i
2) cuccuma
3) astista
Dopo questo post credo che metterò in playlist anche “auspicabile” e “agrimensore”, comunque.
No, no, nò! In musica esiste lo staccato che serve a indicare una nota secca e ben accentata:
nò:
se dovessi scriverlo in italiano lo scriverei così: nò.
giù le mani da agrimensore
Vedi cosa succede a parlare dello spirito santo? Che dopo quello s’offende e ti frequenta meno…. :-p
[...] sedimentarsi prima che se ne possa scrivere come si deve. Per cui, stuzzicata irresistibilmente da questo post (mi rendo conto che al momento non pongo molta attenzione al suo significato più profondo, ma [...]
Siocchezze, non fare così…
)
E se mi limito a dirlo 1-2 volte a settimana?
Magari in un contesto adatto (escluderei match di improvvisazione, per esempio
domani le piazzo: sia agrimensore che auspicabile.
la mia parola preferita di questo periodo è: supposte effervescenti. (che poi sono 2 ma fa lo stesso).
Ma, soprattutto, suppòsta o suppósta?!
Fantastico, allora domani sera dovrò proprio suggerire “auspicabile” come parola da usare nelle improvvisazioni…
Orsella, ci sarai dunque anche tu?