I messaggi divini, a saperli interpretare, sono anche utili.
Peccato che l’altro giorno, impegnata a tirar giù dal cielo un nutrito gruppo di santi vari ed eventuali (leggi: cercando di connettermi alla rete wireless di ateneo), non abbia saputo coglierne uno che, a ben pensarci, era grande come una casa.
L’ho capito oggi pomeriggio, che quello era un segno inequivocabile, ma, ahimé, era ormai troppo tardi: l’auto stava già passando a velocità sostenuta sopra quella oceanica pozzanghera antistante la fermata dell’autobus, e l’onda anomala che nel giro di qualche frazione di secondo mi avrebbe investito (quasi) in pieno era già partita.
L’ho vista arrivare, tutta quell’acqua, e in quel preciso istante ho avuto l’illuminazione. Mi sono ricordata di quando due giorni fa il mio portatile, sbattendosene altamente della rete di ateneo, si era connesso di ufficio ad una rete mai sentita nominare prima, dalla quale non sono riuscita a disconnettermi. Giuro, ci ho provato per un sacco di tempo.
Avrei dovuto, invece, solo drizzare le antenne: Tsunami, si chiamava la rete.
E se non è un segno questo…
Comunque, la giornata è cominciata con una session di gongolamento spudorato, complici i commenti di uno degli ultimi gentlemen rimasti in circolazione (che gli si perdona anche di essere un quasi ingegnere, in fondo) e del mio compagno di smarrimento nei parcheggi dei centri commerciali (toglietemi tutto ma non le mie reni, ché ci avrei da campare un altro po’, ancora). Poi, al solito bar della solita facoltà, bevendo il solito cappuccino, ho dato una lezione di self control al genere umano, essendo che linbo3 (meglio noto come uomodellamiavita) stava a mezzo metro scarso dalla mia persona, eppure mi sono mantenuta calma e impassibile; quasi gelida, a pensarci bene. ![]()
Solo mi chiedo, vabbé che sei magro scannato e di carne attorno alle ossa ne hai poca, ma come cavolo fai a stare con la giacca a vento in quel microclima tropicale travestito da bar?
…sarà mica carenza affettiva, la tua?
No perché avrei qui un’ingegnera romagnola, diciamo sul metro e sessantacinque, castana e diciamo pure con gli occhi un po’ a mandorla, e se posso darti un consiglio è decisamente quello di cui hai bisogno.
Pensaci, eh.






Ricordo uno stralcio di un romanzo che ora non mi sovviene (comunque parlava di Seveso e del pasticciaccio brutto che vi accadde nel ‘76), letto alle medie in una antologia. C’era questo ragazzino che doveva portare via da casa di una sua amica un gatto che poverino era morto, per seppellirlo, e se l’era nascosto nella giacca. Solo che fu brincato dalla madre della ragazzina, che gli offrì la colazione… e ma togliti la giacca, ma no grazie ho freddo, ma stai sudando, eh no guardi preferisco tenerla, ma sicuro sicuro?…
Ora, non voglio fare illazioni, eh…
(sono commossissimo della promozione a gentleman ^_^)
(quanti punti esperienza ho preso? o_O)
(poi non vorrei essere ripetitivo, ma come la sai tenere la suspense, come sai giungere al climax! :O)
self control? complimenti. fosse capitato a me avrei allagato il bar.
StM: Se avesse manifestato segni evidenti di ipersudorazione, mi sarei anche tranquillizzata un poco. E invece niente, niente di niente. Era fresco come una rosa. Comincio ad essere un po’ preoccupata per la sua salute.
Pienamente meritata, la promozione. Tira due dadi (quelli con 12 facce) e moltiplica la somma dei punteggi per 4; somma il risultato ai tuoi punti esperienza precedenti (Non so se quel che ho detto ha un senso, a dire il vero: ho dato fondo alle mie – scarse – reminiscenze di Dungeons & Dragons).
Ora però non prenderci troppo gusto, a sentirti dare del gentleman, che oltre un certo limite di complimentosità non sei più credibile…
Ari: a volte mi stupisco da sola, è vero. Esiste la possibilità neanche troppo remota che io riesca a fare tutta la mia pretesi lavorando con lui, senza che si accorga di nulla. E la cosa bella sarà quando ci starò malissimo, perché prima o poi succederà, lo so, e terrò tutto ben sigillato dentro, come se niente fosse.
Sono piuttosto brava, quando mi impegno
AnniKa: in D&D raramente si moltiplica un risultato di un dado, optando piuttosto puoi tirare un sacco di dadi! In particolare il gergo, in questo caso, sarebbe stato “guadagni 8d12 px”.
Ormai ce l’ho sulle punte delle falangine, ma negerò di averlo scritto: più che “self control”, ieri pomeriggio, sull’onda, ti avrebbe fatto comodo un po’ di “sURf control”… o forse era proprio quello che intendevi e la tua cinesità ha colpito ancora?
Ah, ecco. Beh, io son stata abbondante: fare i complimenti a me comporta un’enorme esperienza!
[...] aver detto questo. E perché poi è successo [...]